CRITICA

 

Signore e Signori, cari Amici benvenuti nel fantastico mondo del fantastico!
La mostra - LO SGUARDO OLTRE – è un invito a guardare oltre le apparenze, oltre il nostro orizzonte mentale e a penetrare in quella sottile e invisibile linea che separa il reale dall'irreale fino a scorgere i contorni meravigliosi e perturbanti del mondo di Sibylle, Madeleine e Max.
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Werner Weick, 2010, Galleria Colora, Locarno.


Scegliere, come ha fatto Max Läubli, di essere pittore di racconto e di contenuti, significa - in un'epoca che privilegia l'arte pura - intraprendere un cammino solitario, estraneo a congreghe e raggruppamenti di sorta; per conseguenza, significa esporsi all'incomprensione.
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Maria Will, 2009, Mostra nell'Oratorio Sant'Ambrosi, Claro.


…Da quando, esattamente cinquant'anni fa, Max Läubli si è installato in una frazione rustica del paese di Claro e, a poco a poco, si è forgiato con le proprie mani una sorta di paradiso terrestre in comunione con la natura - che non significa però svenevole idillio - ha perseguito parallelamente una ricerca pittorica che si presenta oggi come una sterminata raccolta de parabole figurate. Parabole in cui si riflette la maturazione del pensiero di Läubli avvenuta attraverso l'esperienza vissuta. Non eremita fuori dal mondo, ma partecipe e attento osservatore del proprio tempo, dipinge nelle sue opere surreali - condotte con finissimo disegno e gioia per il colore - niente'altro che la realtà come la vedremmo anche noi se fossimo meno ciechi. Un campione dei suoi lavori, fra cui alcuni pezzi fuori dall'ordinario, sono ora esposti a Bioggio in una mostra dedicata alle multiformi forme, tutte incantevoli, della inarrestabile vita….

Maria Will - Estratto dall'articolo pubblicato nell'Azione del 23.2.2009


… In occasione di mostre e nel suo atelier - che ha del magico - ho visto l'interpretazione di eventi, le caricature di potenti e di istituzioni, inseriti in composizioni incredibili che solo la sua mente e il suo pennello possono proporre alla riflessione dell'osservatore. E l'osservatore è stimolato affinché tragga gli insegnamenti che egli stesso può assumere attraverso la simbologia. Ecco, questo è Max Läubli, che oggi si presenta al pubblico di Bioggio con una serie di opere nelle quale l'elemento antropomorfo si fonde con forme tratte dalla natura e anche il contrario: forme di vegetali che assumono apparenze umane per sommatoria reciproca o che accolgono le moltitudini come in un contenitore. Il risultato non è quello della rappresentazione di nature morte nel senso tradizionale del concetto, ma nuovamente e sempre si ritrova il messaggio simbolico, intimistico, indirizzato all'Uomo quale responsabile della convivenza con la Natura e che nella Natura ritrova la sua vita materiale e interiore. Max ottiene la potenza del suo urlo - giacché di urlo si tratta - attraverso l'espressione surrealista, portata ai vertici qualitativi dell'abilità della sua mano e dalla finezza del suo spirito.

Guido Tallone - Estratto dal testo per la presentazione della mostra al Municipio di Bioggio, il 13 febbraio 2009


Per Madeleine Läubli-Steinauer e per Max Läubli - per questa coppia di artisti che vivono un'unione di rara coerenza e consonanza - il colore è l'essenza del mondo e di quanto appartiene all'umano. Veicolo privilegiato di ogni emozione e di ogni ragione ragionata, il colore - squillante e cloisonné - riempie di sé le opere tessili di lei e le opere dipinte di lui, disponendosi per lo più secondo una sorta di horror vacui, che traduce una visionarietà di tipo narrativo con, al suo centro, un forte senso di rivelazione.
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Maria Will, 2008


“Di fronte a un mondo che sembra non aver più nulla da dire e da raccontare (anche in pittura), o rinuncia a voler dire perché non crede più nel valore salvifico della parola ed insegue l'astratta purezza di una forma tutta mentale, Max Läubli è prima di tutto pittore di contenuti e di affabulazioni, di viaggi in mondi inesplorati e di avventure vissute sulla vela di una tela: è insomma uomo con un suo mondo interiore e fantastico che si svela attraverso le forme e i colori, e si esprime nell'atto di dipingere.

Le prime cose che colpiscono di Max Läubli accostandone la pittura sono dunque da una parte la marginalità, che è poi anche individualità, rispetto a mode e correnti, quasi fosse uomo fuori dal tempo; dall'altra la feconda capacità creativa che dà vita a forme e racconti.”

Claudio Guarda


“I quadri di questo artista vanno guardati con un particolare riguardo per i significati, per i contenuti di pensiero, per la filosofia che li sostiene. E il suo simbolismo, il suo surrealismo, la sua disposizione onirica e fantastica si presentano come vie ricche di immagini e di indicazioni…”

V. Castiglioni


“ La pittura di Läubli si caratterizza ad un primo esame per le sue indubbie qualità tecniche. Si tratta di una pittura che possiede sotto certi versi un sapore antico nella sua estrema meticolosità nell'indugiare su particolari che vengono tutti ad assumer un ruolo preciso all'interno del dipinto.”

Pier Riccardo Frigeri


"...Max Läubli ha conservato, nella sua figurazione, un carattere indubitabilmente nordico, tedesco. E, in primo luogo, si percepisce come frutto di una dirittura tutta nordica, la forte carica morale di cui è investita la sua pittura. Sono -i suoi dipinti ricchi di colore di figure di racconto - tante allegorie dei mali del nostro tempo, delle assurdità delle convenzioni sociali, della progressiva disumanizzazione legata alla negazione e alla brutalizzazione della natura. Facile andare con il pensiero a moralisti insigni come Bosch o come Bruegel. Ma i richiami alla grande pittura del passato - alla luminosità della pittura del primo Rinascimento oppure ai giochi strabilianti dell'Arcimboldo - si moltiplicano nelle opere di Läubli, che hanno sempre un impianto complesso e fantasmagorico, vagamente simile nel suo sviluppo ad un gioco di scatole cinesi..."

Maria Will 2006